LE ORIGINI

Molte volte un evento imprevedibile ha condizionato le azioni umane creando il substrato su cui sono nate e fiorite numerose situazioni che hanno modificato, sia in modo negativo che positivo, il corso della storia e di tutta la collettività. Uno di questi eventi ha portato alla nascita del S.O.G.IT., Soccorso dell’Ordine di San Giovanni in Italia, che sin dai suoi primi passi ha portato una ventata di novità determinando così l’accelerazione della crescita della coscienza collettiva verso i problemi dei sofferenti e dei meno fortunati.
L’evento eccezionale, capace di innescare tutto questo, fu il terribile terremoto che scosse il Friuli Venezia Giulia la sera del 6 maggio 1976 e portò alla distruzione di interi paesi, allo sconvolgimento di intere zone, alla morte di migliaia di persone, al ferimento di altrettante ed alla necessità di intervenire in massa per aiutare gli sfortunati che avevano perso tutto e non avevano più un tetto sotto cui dormire e dovevano necessariamente ricorrere agli altri per ricevere acqua, viveri, vestiti e medicinali.

La generosità d’oltralpe e l’impegno friulano

Tra i volontari della grande macchina della solidarietà, che si mosse immediatamente per portare soccorso alle sfortunate popolazioni, vi furono i Giovanniti della Germania Federale, pronti a muoversi con una colonna di aiuti.
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Ovviamente i soccorsi non vanno portati a casaccio, con il rischio di aumentare la confusione già esistente, ma vanno coordinati con le autorità civili e militari preposte a gestire l’emergenza. Ecco che la Johanniter Unfall-Hilfe (l’associazione di soccorso del ramo tedesco del Johanniter Orden) si mise tempestivamente in contatto con il presidente della comunità luterana di Trieste, cav. Otto Betz Guettner, cui fu affidato l’incarico di recarsi sul posto per predisporre la tipologia dell’intervento.
Praticamente in tempo reale, il cav. Otto Betz Guettner segnalò alla centrale operativa della JUH di Bonn le località ove concentrare gli aiuti e, a meno di 24 ore dal terremoto, ad Artegna, Gemona e più tardi a Cavazzo Carnico giunsero i volontari con la Croce bianca a otto punte con tutto quanto il necessario (ospedali da campo, viveri, vestiario, medicinali e quant’altro) subendo, purtroppo, la perdita del volontario Rieboldt Franck che perse la vita in un tragico incidente mentre, alla guida del suo camion, trasportava un carico di case prefabbricate a Cavazzo Carnico.
Mentre i soccorsi alle popolazioni continuavano vi furono, ovviamente, numerosi incontri tra Otto Betz ed i dirigenti della JUH tedesca che si concretizzarono nella decisione di formalizzare anche in Italia una presenza dell’Ordine di San Giovanni. Trieste, venne indicata come sede nazionale e nel 1977 vedeva la luce il S.O.G.IT. - Soccorso dell’Ordine di San Giovanni in Italia.

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La storia dell’Ordine di San Giovanni, come si è detto, è plurisecolare al pari della sua lotta contro i nemici terribili e sempre agguerriti quali le infermità e l’indigenza; gli anni di vita del S.O.G.IT., quindi, possono sembrare poca cosa di fronte all’impegno ed all’esperienza dei Giovanniti di tutto il mondo.
Ciò è in parte vero, ma se rapportiamo i decenni di attività con la situazione italiana e li raffrontiamo ad altre associazioni con maggior esperienza e capillare diffusione ecco che questo breve periodo diventa improvvisamente lungo e sicuramente molto importante per ciò che i Giovanniti italiani hanno saputo costruire e dare alla collettività. In occasione del trentennale della fondazione in Italia, il 29 settembre 2007 il Sindaco di Trieste ha conferito alla S.O.G.IT. la Civica Benemerenza in riconoscimento dell’attività sinora svolta.
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